Agricoltura e salute


Ringraziando la redazione del l'attenzione posta in merito al Convegno “Pratiche Agricole a problematiche di Salute Pubblica” organizzato dalla Associazione “La Sabina Territorio e Ambiente” e di cui ho curato l'organizzazione scientifica, gradirei poter fare un'aperta riflessione sulla tematica del convegno che possa costituire un riferimento per amministratori, cittadini e imprenditori agricoli. I problemi di salute pubblica ricollegabili alle pratiche agricole sono ormai di riscontro frequente non solo nel nostro comprensorio ma anche in moltissimi aree del territorio nazionale. Essi sono per lo più legati sia all'inquinamento delle acque superficiali e profonde dovuti all'uso di fertilizzanti e, pesticidi, all'improprio smaltimento dei reflui zootecnici e ai disagi provocati dalle pratiche agricole agli insediamenti civili, soprattutto odori molesti e infestazioni di insetti e parassiti. Se in termini di causalità questi problemi sono certamente riconducibili alle pratiche agricole, o quanto meno ad un loro improprio espletamento, in termini invece di responsabilità, questa non va di certo attribuita total mente agli imprenditori agricoli. E indubbio infatti che parte di questa responsabilità debba essere attribuita alle amministrazioni a cui è affidata la organizzazione e la gestione del territorio, le quali non han no saputo o voluto fronteggiare con strumenti regolatori adeguati il fenomeno dello stravolgimento del territorio provocato dal progressivo sviluppo di sempre più vaste aree urbanizzate a ridosso delle zone agricole. Questo soprattutto se si pensa che un tale sviluppo non sempre trova ragione di essere nelle necessità abitative della popolazione, pur incrementa ta per l'esodo dalle grandi città, ma è conseguenza di ingiustificate speculazioni. Alle amministrazioni competenti va anche imputata una politica di sviluppo turistico del nostro territorio, da sempre considerato una delle principali risorse della economia locale, non sempre complementare e sinergica con le attività agricole. Il nascere di rapporti confli tuali tra le imprese agricole e la popolazione e di rapporti al trettanto difficili con gli organi di controllo deputati a tutelare l'ambiente e la salute può dunque e a ragione essere visto come la naturale conseguenza di una politica poco attenta alle realtà locali. Come affrontare questa realtà? Le strategie sono diverse e non si fermano certo ai controlli e alla repressione degli abusi ma includono, oltre alla valutazione attenta ed esperta delle problematiche, la ricerca continua professionale di soluzioni adeguate, la consapevolezza delle difficoltà nella soluzione dei probiemi e, cosa più importante, la determinazione a risolverli nel rispetto delle leggi e dei diritti di tutti. Attenzione però agli ostacoli lungo il percorso. Nella mia esperienza pratica essi sono molti e difficili da superare specialmente quando sono costituiti da presuntuosità politica, incapacità ad acquisire una visione d'insieme delle problematiche e, so prattutto, mancanza di volontà a trovare una soluzione partecipata ai problemi della collettività.


Maurizio Angeloni

Messaggero di Rieti, 15 marzo 2005