Assurdo criticare la legge contro il fumo


Anche se un Tar avesse argomenti per dilazionare l'applicazione dell'articolo di una Legge dello Stato, certo non ha competenze per mettere in dubbio molte evidenze scientifiche secondo cui il fumo fa male ai fumatori e anche a chi non fuma ma subisce il fumo degli altri. Inoltre nessun Tar può dimenticare che l'articolo 32 della Costituzione Italiana sancisce il diritto alla salute dell'individuo e della comuni tà e afferma che la Repubblica lo tutela. Anche a un non esperto di legge come me appare perciò ovvio che nessuno può preporre un interesse economico a quello della salute. Tanto meno, se non altro per rispetto della Costituzione, si può con siderare un ipotetico danno economico ad una definita categoria di esercenti più importante di un danno certo alla salute di migliaia di persone, specialmente bambini, per effetto del fumo passivo. E pur vero, tuttavia, che ciò che a qualcuno sembra ovvio può non apparire tale ad altri ma, proprio per questo, in una società civile ci sono le leggi a regolare la vita in comune nel rispetto delle esigenze e dei diritti di ognuno. Or bene l'art. n.5l della Legge 16 Gennaio 2003, n. 3 sembra proprio una norma che tiene conto delle esigenze di tutti, esercenti desi derosi di assecondare i clienti fumatori e cittadini che non amano l'idea che i loro polmo ni vengano “impolverati” dal fumo altrui. La normativa inoltre, considerando sia gli effetti limitati della legge 584/75 che la mancanza di senso civico di una larga fetta di italiani dallo spirito levantino e menefreghi sta, stabilisce pesanti sanzioni allo scopo di “invogliare” i reticenti al rispetto delle regole. Una norma dunque pensata bene e soprattutto per tutti, grandi e piccoli, fumatori e non fumatori, cittadini rispettosi delle leggi e intolleranti delle regole, e che non merita la polemica di questi giorni e forse neanche la piccola proroga già concessa in occasione delle festività natalizie. Du que benvenuta la nuova legge antifumo che ci mette al pari di altri paesi più organizzati e forse anche più maturi dove vale più che da noi il vecchio principio, cardine della democrazia, che recita pressappoco così: «la libertà di ognuno finisce dove inizia quella dell'altro».


Maurizio Angeloni
Messaggero di Rieti, 22 dicembre 2004