Grave errore aumentare l'eta pensionabile pensando di risolvere la crisi della previdenza


La fuga dall’impiego di cento e più insegnanti nella provincia di Rieti dovrebbe offrire lo spunto per una riflessione anche a livello locale sul tema della riforma delle pensioni. Un riforma che si protrae ormai da anni, prima con Amato, poi Dini, Maroni, e che fino ad ora non ha saputo trovare altro mezzo se non l’aumento dell’età pensionabile. Ma è davvero questa l’unica strada? Che senso ha dire di voler garantir un’equa pensione alle future generazioni quando i nostri figli non troverranno un posto di lavoro perchè ancora occupato da lavoratori settantenni e stanchi? Eppoi, saranno questi stanchi settantenni in grado di garantire, intellettualemente e fisicamente, l’efficienza richiesta alle nostre aziende statali e private per competere sul mercato o per garantire servizi ai cittadini? Gli esempi dei nostri ultraottantenni senatori a vita, che ancora riempiono con le loro opinioni le pagine dei giornali e movimentano con il loro voto la vita parlamentare, purtroppo non possono bastare a giustificare la richiesta di un aumento dell’età pensionabile motivata per ora, da quelli che la richiedono, solo dal dato statistico dell’aumento dell’età media della popolazione. Un errore gravissimo che denota l’ignoranza del fatto che con l’età aumentano anche le malattie croniche e invalidanti e, anche se non per tutti ma per la maggioranza, diminuisce la capacità di rendimento fisico e psichico.


dr. Maurizio Angeloni

Messaggero di Rieti, 04 febbraio 2007