A proposito di bullismo nelle scuole
Non so quanto abbia colpito l’opinione pubblica reatina la vicenda delle violenze al ragazzo Down riportata più volte nelle pagine nazionali del Messaggero. Dico questo perchè sarebbe bene che anche la comunità civile di questa nostra provincia, in un certo qual modo ancora distante dalle problematiche delle grandi città, riflettesse su episodi come questo. Non bisogna infatti aspettare episodi gravi come quello del ragazzo Down per pensare ad un fenomeno che è presente anche nelle nostre scuole . In realtà il cosidetto “ bullismo” è un fenomeno di vecchia data. Chi, anche della mia generazione, non ha subito le angherie, che allora magari si riducevano solo a qualche spintone o gesto di scherno, di singoli o gruppi di compagni di classe prepotenti? Però, allora, le cose erano diverse. I professori, veri formatori, vigilavano su ciò che succedeva in classe (e anche fuori) e erano attenti a come ciscun alunno si relazionava o, alcune volte, subiva il contesto che lo circondava. Ma soprattutto, c’era sempre quel rapporto diretto e scambievole, ma anche autorevole, del professore con la famiglia che impediva, anche di fronte a situazioni familiari difficili, che i cosidetti bulli danneggiassero non solo nel fisico ma, cosa ancor peggiore, nella psiche i compagni più deboli e indifesi. Questa scuola, complementare alla famiglia nel processo formativo dello studente, ma anche tutrice dei suoi diritti umani e civili laddove genitori disattenti non esercitavano questa loro naturale e doverosa funzione, sta scomparendo, nonostante abbia acquisito, secondo la legislazione attuale, le prerogative di luogo di lavoro e sia pertanto soggetta al rispetto di norme più rigide e complesse. Dunque, non è solo l’influenza del cinema e della televisione sui nostri ragazzi che ci deve preoccupare e, tantomeno, possiamo pensare che i nostri figli siano al riparo dalla violenza solo per il fatto di vivere in una provincia relativamente tranquilla, fuori dall’ambiente degradato delle grandi città. La sicurezza dei nostri figli sta nelle nostre responsabili mani e in quelle di una scuola che, personalmente, mi auguro torni ad essere l’istituzione seria di una volta.
dr. Maurizio Angeloni